Referente Territoriale

Orsola Lenti

ETÀ: 74 ANNI
CITTÀ: VILLA SAN PIETRO
PROVINCIA: CAGLIARI
PROFESSIONE: ASSISTENTE AMMINISTRATIVO IN PENSIONE

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Salve a tutti. Trovarmi qui per presentare le mie considerazioni  in merito alla mia candidatura al parlamento con il movimento Italia nel cuore è per me un grande onore e mi emoziona non poco ed è davvero una grande sfida che affronto con molto coraggio data la mia timidezza. Proprio per questo motivo sarò breve e sintetica. Sono nata nel  1943 in un paesino a sud della Sardegna, Sarroch, un centro molto povero, la sua economia era prevalentemente a carattere agro-pastorale, come tutta la Sardegna di allora, costituita da pochi proprietari terrieri e chi vi lavorava riceveva in cambio prodotti della terra come grano, olio, legumi e agrumi, il tutto portato avanti a livelli di lavoro esclusivamente manuale e di braccia, si praticava anche la pesca ma a livelli molto modesti con le classiche barchette a remi e rigorosamente sotto costa. In quel periodo l’emigrazione verso il nord, dotato già di fabbriche e  con uno sviluppo industriale già importante, era la norma per le famiglie numerose e poverissime. Verso gli anni ’60/70 anche la Sardegna cominciava a emergere a livello industriale e arrivarono le prime grandi industrie di cui la prima grande industria la raffineria SARAS si insediava  proprio a Sarroch portando si lavoro e benessere ma anche molto inquinamento che a tutt’oggi è la spina nel cuore di questa terra meravigliosa per le sue bellezze naturali e per la limpidezza del suo mare ma tant’è che i benefici immediati che l’industrializzazione apportava faceva si che l’inquinamento passasse in secondo piano e tutt’oggi il problema persiste ancora più virulento e ne paghiamo tristemente le conseguenze dato che si registra per un’aria abbastanza vasta un altissimo tasso di malattie cancerogene. La mia famiglia nel contesto della situazione socio-economica tra gli anni 60/70 si collocava  in un ceto medio alto nel senso che mio padre era un lavoratore delle miniere e mia madre una modesta imprenditrice (aveva messo su un piccolo panificio dove aveva potuto impiegare i figli maschi) e io che in quegli anni avevo da qualche tempo terminato la scuola inferiore e fatto qualche corso regionale, non mi rassegnavo alla vita del paese che per le donne non offriva niente, incominciai a cercare lavoro in città. Cagliari offriva anch’essa poco ma io ero molto intraprendente e determinata; i miei genitori mi scrissero a una scuola privata per ragionieri e dovetti frequentare ma il mio pallino fisso era trovarmi un lavoro, volevo assolutamente rendermi indipendente dalla mia famiglia. Lo trovai fortuitamente come tecnico di laboratorio presso la struttura universitaria della medicina del lavoro pur non avendo il titolo che avrei conseguito all’interno del programma lavorativo. Durò qualche anno, neanche il tempo  di prendermi il diploma perchè nel 1966 mi sposai e abbandonai scuola e lavoro. In quegli anni per una donna il matrimonio significava una sorta di sistemazione definitiva ma a me purtroppo non andò bene, divorziai dopo 16 anni e dopo tre figli. I figli mi furono affidati dal giudice in sede di separazione e io con una responsabilità così grande di doverli crescere ricominciai a 36 anni a cercarmi un lavoro ma non prima di rimettermi a studiare e acquisire un diploma magistrale. Il cammino per reinserirmi nel mondo del lavoro con la professione a cui tenevo molto(insegnare nella scuola dell’infanzia) e che non avrei poi raggiunto, non era facile dato i tempi dove più spinte avevi meglio riuscivi. Spinte che non ho mai cercato per orgoglio mio personale e per i miei principi etici e morali strasmessimi dai miei genitori e nonni gente che nella vita si è guadagnata il pezzo di pane con il sudore del duro lavoro e tante rinunce e sacrifici. Mi inserii nelle graduatorie della scuola statale per supplenze nella scuola primaria e uffici amministrativi, diedi concorsi magistrali, in tutto due mai vinti ma piano piano supplenza dopo supplenza arrivai al ruolo di assistente amministrativo tramite concorso interno per titoli.  Con un diploma magistrale e con l’età che avanzava non poteva andarmi meglio. Oggi sono felicemente pensionata…si fa per dire. Dunque vengo dalla Sardegna una terra bellissima ma con tanti problemi irrisolti da sempre aggravati in questi ultimi anni, dopo un periodo relativamente favorevole , da una crisi  che l’ha  implacabilmente  compromessa con la maggior parte della popolazione in serie difficoltà economica, con un tasso di disoccupazione  e poverta’ che ha toccato cifre impressionanti,  uno stato quasi assente e completamente sordo a ogni richiamo . Amo questa terra che mi ha dato tanto,  non in termini di ricchezza ma di benessere interiore, la sento come una madre premurosa dalla quale allontanarmi anche per poco mi inquieta e mi rende triste.  Anche per questa mia terra oggi sono qui perché insieme a voi  che vedete la disastrosa  situazione italiana più o meno come la vedo io voglio collaborare e rendermi utile  nel tentativo di riportare l’italia tutta  e la società italiana  a livelli accettabili di vivibilità e di benessere. Il cammino sarà lungo e difficile c’è molto da fare per ripristinare la legalità in tutte le istituzione devastate da  governi che non hanno fatto niente per rimuovere situazioni negative generate da anni di governi passivi e lascivi, senza dimenticare che i nostri antagonisti, parlo della sinistra, tutta la sinistra, faranno di tutto per ostacolarci perché se ben ho capito una volta raggiunto il potere invece di lavorare per il benessere della comunità tutta, si ci adagiano comodamente e fanno si che tutto rimanga come prima privilegiando modi di fare e situazioni senza nessuna ragione di esistere dato che o sono nocive per le istituzioni o non apportano nessun beneficio alla comunità che si sente sempre più tradita dalla disattenzione verso le loro problematiche. Dobbiamo quindi cercare di avere  tanti consensi perché la forza di chi crederà in una squadra di gente nuova lontana dalle logiche di potere della vecchia politica sarà il sale  di tute le nostre azioni e del nostro impegno. Le sfide da affrontare sono molteplici …per dirne una riuscire a ripristinare l’ordine e la sicurezza nelle nostre città stravolte da una immigrazione senza controllo, senza regole, immerse nella totale incuria di chi avrebbe il sacrosanto dovere di vigilare e impedire che rioni interi in tutta Italia siano teatro e ostaggio della malvivenza della microcriminalità di disordini risse e tanto altro. I politici che ci governano predicano l’accoglienza e l’integrazione senza che ci sia nessun sentimento umanitario ma solo ipocrisia e interessi per molti di quelli che di questa situazione fanno una vergognosa speculazione , ma sembra che nessuno si accorga di niente….. non si accorgono per esempio  che gli immigrati lasciati a se’ stessi delinquono, spacciano stuprano rubano e chiedono l’elemosina in ogni angolo dell’Italia o ci importunano nel nostro vivere quotidiano chiedendoci quasi con autorità  di comprare le loro merci facendo sì che nessuno più si sente sicuro a camminare per strada. Ancora priorità sono i settori in crisi della produzione, del commercio, dell’artigianato, dell’agricoltura, dei trasporti e sopratutto è priorità avere un occhio di riguardo per quelli che non ce la fanno a superare situazioni di criticità nella propria azienda quindi impedire tragedie  che sono diventate quasi all’ordine del giorno; questo non è tollerabile  quando si vedono sperperi di denaro senza alcun senso di utilità; abbiamo già visto e rivisto che salvare le banche quando e per malaffare o per incapacità di gestione falliscono addirittura lasciando risparmiatori e investitori sul lastrico seminando disperazione e morte, non serve a ridare fiato a nessun settore della nostra economia ma solo a peggiorarne le sorti se possibile. Ancora priorità è occuparsi a 360^ delle famiglie meno fortunate con capo famiglia disoccupati e molte volte quasi privi dei più elementari bisogni quotidiani. Partecipo con entusiasmo a questo grande progetto messo in essere dal movimento Italia nel cuore per rimettere l’Italia nel cammino dello sviluppo e della crescita da troppo tempo disatteso dalle politiche bieche della sinistra a nome PD e mi rincuora vedere tanta gente con tanti buoni propositi e tanta voglia di esserci e di farcela, per se stessi, le loro famiglie, il nostro popolo e l’Italia tutta. Io mi aggrego e cercherò di trarre spunti e insegnamenti utili da tutti i candidati e chi ruota attorno a questo movimento e rendermi disponibile e partecipe in tutto e per tutto con l’intento e la volontà di lavorare per riportare l’Italia a essere tra i grandi e tra i primi, mai più tra gli ultimi. Buona fortuna a noi tutti! Ne abbiamo davvero bisogno.

Orsola Lenti